giovedì, novembre 19, 2009
mercoledì, settembre 02, 2009
lunedì, agosto 31, 2009
domenica, luglio 12, 2009
lunedì, giugno 22, 2009
son vivo, son vivo!!! Sono in Belgio ma son vivo!
Sono passate quasi tre settimane da quando ho lasciato il sud-est asiatico e non mi decido ancora a far uscire l'ultimo bolletthai della saga che mi... ci ha accompagnato negli ultimi mesi.

Del resto, si sa, Bruxelles assorbe, risucchia, connette e il tempo sta volando ferocemente; la realtà mi tiene lontano, per fortuna (?), dai bei ricordi tra i templi cambogiani e le montagne laotiane, tra le spiagge tailandesi e i noodles malesiani, di conseguenza tiene lontani anche quei pochi lettori assetati d'avventura che aspettano impazienti l'ultimo episodio dell'esplorazione indocinese. Vero???
Arriverà presto il bolletTHAI, arriverà presto, intanto mi sto rendendo conto che il valore dei bolletTHAI scritti on the road è per me inestimabile.
A dispetto di quel che tutti se l'aspettavano (me compreso), sbarcando a Bruxelles non ho avuto nessuno shock particolare...
In realtà che di aver solo sognato d'essere stato via per quattro mesi. Ecco! è come se fosse passata una lunga nottata, carica di bei sogni. Il giorno nuovo è arrivato e rimettiamoci in moto per affrontarlo con lo spirito giusto...
Comunque il bolletthai n.11 lo sfornerò presto.
Giuro!
Non posso mica non condividere le ultime gesta su due ruote tra i monti del Chiang Rai; Non mi sogno nemmeno di non trasmettervi la rabbia per la partenza forzata di Fede e le tre settimane tutte mie, prima di riportare il mio bel faccino tra le viuzze di Bruxelles...
a bien tot
buon inizio di mellEnnio
sabato, maggio 30, 2009
bolletTHAI
n.10 (40)
n.10 (40)
Dell’emoziante storia di Nao, della bellezza dell’impronunciabile citta’ di Louangphrabang e del rocambolesco ritorno in Tailandia risalendo il Mekong
La citta’ e’ molto piccola ma mostra subito il suo immenso fascino. E’ una fortuna che l’Unesco l’abbia nominata patrimonio culturale dell’umanita’. In questo modo ne verranno preservate le bellezze naturali ed architettoniche. Gia' capitale del Regno del Laos prima della rivoluzione, Louangphrabang e’ una piccola penisola bagnata da due fiumi che si incrociano: il Mekong e il Khan. Il suo tempio piu' famoso, nonche' uno dei piu' belli e singolari finora visitati porta un nome ancora piu' impronunciabile. Sfido qualunque funzionario dell'Unesco a ricordarselo!
Se volete ve la racconto:
Gli khmer rossi erano appena saliti al potere e stavano mettendo a ferro e fuoco il paese, riducendolo ad una grande azienda agricola a conduzione militare quando questa storia ha inizio. Nao aveva un paio d'anni e viveva alla periferia della citta’ di Siem Reap (a nord) con la sua famiglia.
Il padre era ingegnere e lavorava per una ditta francese. La mattina stessa, una volta recatosi sul posto di lavoro, venne avvertito dal suo capo che era in stretto contatto con l’Ambasciata francese a Phnom Pehn: -Devi lasciare subito il paese, avverti la tua famiglia, prendi lo stretto necessario e recati in Tailandia- gli disse- non c’e’ tempo da perdere, gli Khmer rossi stanno facendo razzia, deportando tutti nelle risaie oppure uccidendoli brutalmente- e aggiunse – Dovete partire. Ora!- E cosi fu. Solo la sorella della mamma di Nao non fece in tempo a sfuggire alla furia degli khmer rossi, venne bloccata alle porte della citta’ e deportata nei campi, mentre il resto della famiglia si precipito' olteconfine senza poterla aspettare. Ebbero la possibilita’ di trasferirsi in Francia dove, tentarono in tutti i modi di rimettersi in contatto con la parente sfortunata senza mai riuscirci. Qualche anno dopo la caduta della cricca di Pol Pot, la famiglia si reca di nuovo in Cambogia per dare un’ultima chance a questa ricerca disperata. L’idea della madre fu molto semplice (forse troppo secondo il padre di Nao): lasciare un biglietto nei pressi del pozzo dove, da bimbe, andavano a prendere l’acqua. Orbene, a trovare quel biglietto fu la figlia della zia di Nao. Tra le lacrime e l’emozione ella racconto’ la sua storia di come le sue capacita’ culinarie la salvarono dalla furia di quei criminali, promuovendola cuoca ufficiale di qualche quadro del partito. Con gli occhi lucidi Nao mi racconta la sua storia, felice di poterla trasmettere e far cosi rivivere il ricordo di suo padre e di sua sorella, scomparsi qualche anno fa.
Condivido con Nao questi gli ultimi 4-5 giorni nell’ex Regno dal Milione di elefanti, andando alla scoperta delle potenti cascate che si trovano poco fuori citta’, delle vasche naturali che alleviano le fatiche di estenuanti scalate e atipiche passeggiate nelle grotte circostanti, tra statue di budda, stalagmiti e temutissime stalattiti damocliane.
Risaliamo il Mekong fino alla citta’ di Huay Xai, prima di varcare di nuovo il confine e tornare in Tailandia per ritrovare Federigo.
Louangphrabang dista solo due giorni di battello dal confine tailandese, con una sosta in un anonimo paesino dedito prettamente al turismo one-night-stand.
Risaliamo il Mekong fino alla citta’ di Huay Xai, prima di varcare di nuovo il confine e tornare in Tailandia per ritrovare Federigo.
Louangphrabang dista solo due giorni di battello dal confine tailandese, con una sosta in un anonimo paesino dedito prettamente al turismo one-night-stand.
Seduti su quelle minuscule panchette di legno per 16 ore e’ difficile restare zen e contemplare il magnifico paesaggio fatto di lussureggiante vegetazione, di montagne di varie conformazioni rocciose, di strabilianti dune di sabbia bianca, ciuffetttate da rigogliosi cespugli che vengono presi di mira da paciosissime mandrie di bufali neri e rossi: non sempre e' possible non maledirne la durezza e farlo notare a chi di dovere lassu', anche se attraversano piccoli templi nascosti tra rogogliose foreste, popolati da giovani bonzi. Alzarsi e fare una passeggiata mentre la barca si ferma nei minuscoli paesini sembra essere una delle poche occasioni peri non perdere l’osso sacro (ovvero l’ultimo anello tra me e il sacro). S’incrociano tanti pescatori che quando lanciano le reti sanno regalare una rara emozione (soprattutto se si riesce a immortalare il momento!).
A Huay Xai saluto il mio amico franco-cambogiano, con i consueti auguri di buona continuazione e la promessa di una birra a Bruxelles, varco il confine con la Tailandia (per la quarta volta in questo viaggio!). Mi trovo nel profondo e spettacolare nord e dopo una prima tappa a Chiang Rai e una seconda a Mae Salong rivedo finalmente Fede a Chiang Mai.
Purtroppo le sue condizioni di salute non sono migliorate e il suo limite di sopportazione e’ stato abbondantemente superato una volta tornati a Chiang Rai. Federigo decide cosi di lasciare anzitempo la Tailandia per tornare in Irlanda con tre settimane d’anticipo sulla tabella di marcia e tentare un approccio europeo a questo fastidio allo stomaco che lo tortura da piu di un mese, oramai. Pioggia, silenzi e bestemmie fanno da cornice ai saluti e agli abbracci consumati all’aeroporto di Chiang Rai.
Good Luck my friend!
E resto solo in questa citta’ che sembra essere fatta su misura per me. La Lotus Guest House di Chiang Rai e’ un’ottima base per qualche altra sorprendente escursione nonche’ il buffo palcoscenico di incontri bizzarri.
Di alberi carichi di dolcissimi lichi e di infinite piantagioni di the, di improbabili partite a calcio a mille metri sul livello del mare e di singolarindividui incontrati on the road ce ne occuperemo nell’ultimo numero del bolletThai… tra qualche giorno sul terzo mellennio.
Buon inizio di mellennio a tutti
A Huay Xai saluto il mio amico franco-cambogiano, con i consueti auguri di buona continuazione e la promessa di una birra a Bruxelles, varco il confine con la Tailandia (per la quarta volta in questo viaggio!). Mi trovo nel profondo e spettacolare nord e dopo una prima tappa a Chiang Rai e una seconda a Mae Salong rivedo finalmente Fede a Chiang Mai.
Purtroppo le sue condizioni di salute non sono migliorate e il suo limite di sopportazione e’ stato abbondantemente superato una volta tornati a Chiang Rai. Federigo decide cosi di lasciare anzitempo la Tailandia per tornare in Irlanda con tre settimane d’anticipo sulla tabella di marcia e tentare un approccio europeo a questo fastidio allo stomaco che lo tortura da piu di un mese, oramai. Pioggia, silenzi e bestemmie fanno da cornice ai saluti e agli abbracci consumati all’aeroporto di Chiang Rai.
Good Luck my friend!
E resto solo in questa citta’ che sembra essere fatta su misura per me. La Lotus Guest House di Chiang Rai e’ un’ottima base per qualche altra sorprendente escursione nonche’ il buffo palcoscenico di incontri bizzarri.
Di alberi carichi di dolcissimi lichi e di infinite piantagioni di the, di improbabili partite a calcio a mille metri sul livello del mare e di singolarindividui incontrati on the road ce ne occuperemo nell’ultimo numero del bolletThai… tra qualche giorno sul terzo mellennio.
Buon inizio di mellennio a tutti
giovedì, maggio 28, 2009
bolletLaos
n. 9 (39)
Dell'arrivo in Laos, di come ci si perde nella piccola Vientiane e dello shock di Vang Vieng
Naturalmente non tirava un alito di vento e il livello di umidita’ era scandaloso. Ma noi ci siamo recati tosto in stazione dove l’aria condizionata e’ sinonimo di vita e abbiamo aspettato il nostro bel trenino.
Cuccetta in seconda con super ventilatore rotante e si parte, c’e’ solo una nottata in treno che ci separa dal confine con il Laos.
La Repubblica Democratica Popolare del Laos e’ un’altra di quelle tappe che destavano non poca curiosita’ al vostro beniamino. Anche perche’ se me ne aveste chiesta l’ubicazione solo un anno fa, il vostro eruditissimo vi avrebbe risposto con un imbarazzante silenzio! Eccolo li!
Qui si consuma la nostra prima esperienza da Couch-surfers (http://www.couchsurfing.org/). Siamo ospiti di un’altra novella couch surfer: Anna, che dall’ostile Albyone si e’ trasferita a Vientiane 6 anni orsono. Vive poco fuori citta' con due splendide fanciulle Noi e Noi di 10 e 17 anni, praticamente adottate e un paio di pigrissimi cani. Insegna inglese in una prestigiosa scuola privata e parla il lao come se fosse la sua lingua madre.
A rendere Vientiane una citta’ speciale ci pensa senza dubbio la presenza del Grande Mekong e il passaggio dei francesi, durante il cosidetto “protettorato”, che vi hanno lasciato tracce coloniali tra gli edifici del centro ma c’e’ qualcosa di piu’ che si muove in questa citta’. La crescente presenza di expats (ma una volta non si chiamavano emigranti?) da’ un tocco d’internazionalita’ a questa piccola capitale.
Grazie alla nostra Anna, Ventiane per noi non e’ solo il centro, con le sue boutiques e i ristoranti, i mercati e i tuk-tukkari che ti vogliono apioppar dell’oppio. Ce ne accorgiamo una sera quando, dovendo rientrare a casa, ci siam resi conto di non avere con noi la mappa (con annesse indicazioni in lao per il tuk-tukkaro) e di non aver ancora memorizzato la via di casa. Siamo saliti comunque su un tuk-tuk e ci siamo fatti trasportare dall’istinto. E’ d’uopo una precisazione: io e Fede ci compensiamo con le due piu’ importanti qualita’ obbligatorie per chi viaggia da queste parti. L’orientamento e l’arte del negoziare i prezzi. Io non sono certo una bussola e Fede nno e’ nato a Napoli. Mentre il sottoscritto non perdeva colpi nell’abbassar il prezzo della corsa col tuk-tuk, Fede si dannava l’anima (e probabilmente anche quel che gli restava del duodeno) perche’ la bussola che e’ in lui stava facendo per la prima volta inesorabilmente cilecca. Dopo esserci fatti lasciare tra lavori in corso, fango e buoio dell’interland vientianino, ecco un colpo d’istinto che ci ha riportati sani e salvi a casa, dopo una piccola camminata. Insomma non eravamo poi cosi lontani ma mai come in quella occasione ho visto il Minelli cosi deluso e amareggiato.
Esclusivo per i lettori del bolletLaoS
Video della disperazione!
IMPERDIBILE!!!
Ci si teneva particolarmente ad arrivar in tempo a casa perche’ era in programma un’altra esibizione culinaria da parte dei vostri “marchipoli de noartri”, ma stavolta il palcoscenico non era piu’ una fredda (e pulciara) Guest House bensi’ la cucina della nostra Anna che aveva deliziosamente provveduto a non farci mancare del discreto vino rosso e aveva anche apparecchiato nel suo cortile come se fosse un vero ristorante: luci basse, ventilatori puntati verso le sedie e calici pieni.
L’amatriciana ha avuto notevole successo e noi abbiamo festeggiato con un altro brindisi.
Calce e Martello
Una capatina al Museo Nazionale per conoscere la storia del paese dalla preistoria fino ai giorni nostri e' d'obbligo. Laaaargo spazio e' stato dedicato alla rivoluzione che dal 75 ha reso il Laos una Repubblica Popolare. Autocelebrazione che supera i limiti della decenza ma i toni di disprezzo verso gli invasori francesi prima e gli americani poi non hanno prezzo. Verrebbe da aggiungere "per tutto il resto c'e' MASTERCARD" visto che qui il comunismo e' molto light e commercio e turismo non conosco limiti. Di fatto i capitali cinesi e nordcoreani hanno trovato ancora una volta terreno piu' che fertile.
Un pomeriggio intero e' stato dedicato al Budda Park, poco fuori citta' (vedi videobollettao: http://www.youtube.com/watch?v=wOCLt1SUq6I ).
Un bel giardino ricco di statue del veneratissimo, compresa quella da sdraiato che la mia Claudia ha irrispettosamente ribattezzato Lupin. Noterete dalla foto che anche Federigo, in quanto a mancanza di rispetto, non e' da meno!Si avvicinava il primo maggio ma invece delle parate in stile sovietico che tanto mi aspettavo, abbiamo scoperto che in Laos, come da noi, si va a fare la scampagnata!
Friends of Vang Vieng
Anna ci ha invitati ad andare con lei e le bimbe a Vang Vien, regno di affascinati grotte, montagne e falesie ma anche di un crescente turismo, piuttosto fastidioso, se mi consentite, fatto di giovinastri, per lo piu’ britannici che hanno un’unica attivita’: lanciarsi con grandi gommoni a favor di corrente, nel fiume che scorre affianco a questa piccola citta’. Le tappe, lungo il fiume sono i bar che servono birra fresca e qualcosa in piu. Attivita’, questa,soprannominata TUBING.
Cosa c’e’ di male? Vi starete tuttincoro chiedendo, additando quest’umile osservatore e tacciandomi di bigotto, invidioso e finto moralista.
Cosa c’e’ di male? Vi starete tuttincoro chiedendo, additando quest’umile osservatore e tacciandomi di bigotto, invidioso e finto moralista.
Niente! Direi, se questo non provocasse una miriade di ubriaconcelli che se vanno in giro per il centro mezzignudi (quando tutti sanno quanto siano pudici in questa regione), facendo uso smisurato di alcool e droghe (tra cui l’oppio) e stravolgendo la natura bucolica del posto. Vang Vieng, per chi ha avuto la fortuna di conoscerla anni addietro, come il mio nuovo amico Luca da Vigevano (in Laos nel ’98!!!), ospitava, a suo dire, un paio di pensioncine alla buona nella via centrale. Ora questa e’ formata solo da Guest House, ristorantini, internet point e agenzie di viaggio. I vang-viengini stanno conoscendo un crescente benessere, questo e’ vero, ma a discapito della dignita’.
Le nuove pensioni, poi, ad una certa ora trasmettono la trasmissione favorita di questa gentuncola: FRIENDS!!! E tutti li, in queste immense sale all’aperto, sdraiati, dopo l’ennesimo tubing (c’e’ gente che fa questo tutti i giorni, da mesi!!!) imbabolati davanti alla TV, come se fossero a casa loro. Cosa penseranno gli abitanti di Vang Vieng? Non lo so, spero solo che non pensino che in Europa siamo tutti cosi esauriti da rovinarci il cervello in branco, mentre tuttintorno si consumano scenari magnifici e tanta gente semplice che non aspetta altro che un cenno per scambiare due parole.
In questo luogo si consuma un ben piu’ triste avvenimento: la separazione tra l’acciaccato Minello e il sottoscritto. Una separazione breve ma non indolore (soprattutto per lui), costretto a fare retromarcia e consultare un altro medico. Torna quindi a Vientiane con Anna, il vecchio Fede, mentre, mio malgrado, continuo il mio viaggio verso Luanghprabang
A suivre...
In questo luogo si consuma un ben piu’ triste avvenimento: la separazione tra l’acciaccato Minello e il sottoscritto. Una separazione breve ma non indolore (soprattutto per lui), costretto a fare retromarcia e consultare un altro medico. Torna quindi a Vientiane con Anna, il vecchio Fede, mentre, mio malgrado, continuo il mio viaggio verso Luanghprabang
A suivre...
Buon inizio di Minellennio
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